ALIMENTAZIONE INTUITIVA - PRINCIPIO 1: RIFIUTA LA CULTURA DELLA DIETA

Oserei dire che questo è il principio più difficile da comprendere, da condividere, da interiorizzare e da attuare nella società in cui viviamo ma è indispensabile per diventare un vero mangiatore intuitivo.

Immagino che la maggior parte delle persone che mi segue sappia cosa sia la cultura della dieta; per coloro che hanno iniziato a seguirmi da poco faccio una breve spiegazione, perché per comprendere questo principio c’è bisogno di conoscere l'altra faccia della medaglia ovvero la diet culture.

La cultura della dieta è l’insieme di credenze sul cibo, sulla salute, sul peso e sul corpo originate dall’esaltazione della magrezza; la cultura della dieta pubblicizza comportamenti e pensieri disfunzionali nei confronti del cibo, del peso e del corpo. La dieta viene vista come la soluzione ad un disagio verso il peso, verso il corpo e come unico mezzo per ottenere salute. Questa visione alterata della realtà, dello stato dei fatti, comporta l’attuazione di regole alimentari, comportamenti compensatori, dà valore molare al cibo, costruisce il valore della persona unicamente sulla forza di volontà di perdere peso e seguire questi comportamenti. La verità è che, sebbene le diete vengano spacciate come l’unica alternativa risolutiva, non funzionano. Meno del 20% delle persone che completano un percorso di dimagrimento e/o gestione del peso mantengono il peso perso a un anno dalla conclusione del percorso e la percentuale diminuisce il secondo anno. Perché? Perché il seguire questo tipo di alimentazione (dieta dimagrante) implica un controllo serrato di cosa e quanto mangiare, restringe le possibilità di varietà e libertà di assecondare i segnali di fame, sazietà e piacere di mangiare, condizioni non mantenibili a lungo termine. Inoltre sono rigidamente focalizzate sul peso perso dando valore al numero sulla bilancia; il successo dipende dai chili persi e dal costo esasperato di raggiungere un peso non naturale e non sostenibile a lungo termine, dando il via ad una nuova diversa dieta.

Condividere il 1° principio significa quindi essere consapevoli che a non funzionare non siete voi, non siete voi che non sapete seguire una dieta ma è la dieta il problema, è la dieta che non è sostenibile. Le diete non funzionano. Punto.

Al contrario l’IE si inserisce nella cornice degli approcci inclusivi per cui è un approccio non prescrittivo, non prevede obbedienza ma è un approccio in cui la relazione terapeutica è bilanciata, non è un metodo prescrittivo/impositivo, non è focalizzato sulla perdita di peso.

Chi decide di intraprendere un percorso di IE è nauseato dalla cultura della dieta, è stanco di stare dieta, vuole ritrovare il mangiare in modo spensierato e intuitivo.