QUAL E' IL TUO PESO SALUTARE?

Le più autorevoli e recenti ricerche scientifiche ci dicono che un programma di modificazione dello stile di vita è in grado di ottenere un dimagramento del 5-10% rispetto al peso iniziale. Già un dimagrimento di questo tipo è in grado di migliorare lo stato di salute; è stato infatti dimostrato che con una perdita del 5 % si riduce in modo significativo il rischio di sviluppare il diabete di tipo 2 nelle persone predisposte ed elimina la maggior parte degli altri rischi legati all’obesità; un dimagrimento del 10% invece è in grado di ridurre la mortalità cardiovascolare. Anche a livello psicologico, un dimagrimento di questo tipo, favorisce il miglioramento del tono dell’umore, dell'immagine corporea, delle relazioni interpersonali e dell’autostima.

Qual è allora il tuo peso salutare? Da queste ricerche il peso salutare può essere definito come “il peso che può essere raggiunto adottando in modo flessibile un’alimentazione moderatamente ipocalorica e uno stile di vita attivo e che sia associato a un basso livello di rischio per la salute”. Io aggiungo “e che sia realisticamente mantenibile nel tempo”.

Nella maggior parte dei casi corrisponde, appunto, a una perdita di peso compresa tra il 5 e il 10% che può non coincidere con il valore di BMI di normopeso.

Cos’è il BMI? Il BMI è l’indice di massa corporea cioè il rapporto tra il peso (espresso in Kg) e l’altezza (espressa in m) al quadrato. Se questo valore è inferiore a 18,5 il peso è nella fascia di sottopeso, se è compreso tra 18,5 e 24,9 il peso corrisponde alla normalità, se è superiore a 25 avremo il sovrappeso fino a 29,9 e l’obesità a partire da un valore di 30. La classificazione del peso in base al BMI deriva dall’osservazione dei grandi numeri di popolazione e dall’esistenza di una relazione tra livelli di BMI e rischio di malattia e di morte, sia in caso di sottopeso (pensa, ad esempio, all’anoressia nervosa o alla perdita di peso per malassorbimento intestinale a causa di patologie intestinali), sia in caso di eccesso di peso (come l’obesità).

Inoltre per determinare il peso salutare di una persona è fondamentale e imprescindibile valutare la sua storia, la storia del suo peso e gli eventi correlati.

Questo significa che per molte persone il peso salutare non è corrispondente al normopeso, cioè ad un BMI compreso tra 18,5 e 24,9.

Ti parlo di Antonella, una mia paziente di 47 anni, che prendo come esempio per spiegarmi meglio. È arrivata nel mio studio perché voleva dimagrire. Il suo obiettivo era tornare a pesare 62Kg (BMI 23), il peso che aveva prima delle due gravidanze, all’età di 30. Il peso al momento del primo incontro era di 82Kg, la sua altezza era di 1,6m e il BMI di 30,5 corrispondente all’obesità di primo grado. Durante l’ultima gravidanza aveva avuto diabete gestazionale; al momento della visita soffriva di leggera ipertensione, ipertrigliceridemia e colite intestinale. Non faceva movimento ed era reduce da altre due esperienza di dimagrimento fallimentari.

Dopo 6 mesi di percorso di ristrutturazione dello stile di vita, basato sulla terapia cognitivo comportamentale, Antonella aveva perso 12Kg (più del 10% del peso iniziale), arrivando al peso di 70Kg, corrispondente ad un BMI di 26. La sua pressione era sotto controllo senza farmaci, i trigliceridi erano tornati nei valori ottimali, il problema intestinale completamente risolto. Dopo una sincera valutazione, anche se non era riuscita a tornare ai suoi sognati 62Kg Antonella era pienamente soddisfatta del risultato ottenuto e pronta per lavorare sul mantenimento del peso e delle strategie acquisite in questi mesi di dimagrimento. 

Ecco, questo è un classico esempio in cui il peso salutare non corrisponda al normopeso. Nonostante ciò la soddisfazione del risultato è indiscutibile!